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comunicato stampa

Gioia Tauro: Bellofiore e il suo programma per la "Ciambra"

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Parole d'ordine: Integrare, demolire e "Parco del Petrace".

Sui lavori di riqualificazione della "Ciambra" l'avvocato Bellofiore riflette sui social in merito alla questione e spiega a Viveregioiatauro la sua idea di superamento del ghetto Ciambra " concetto frutto del lungo lavoro fatto, nei recenti anni passati, in sinergia con l’associazione “Un Mondo di Mondi” nella persona di Giacomo Marino e di Jacopo Rizzo, vice-sindaco nella mia amministrazione alla guida di Gioia Tauro."

Renato Bellofiore è stato sindaco di Gioia Tauro dal 2010 al 2014 e ha una visione diversa rispetto "a quella del mantenimento del ghetto voluta dall'attuale Amministrazione di Gioia Tauro e dalla Città Metropolitana attraverso il progetto Pinqua (8 milioni di euro)."

Il PINQuA è il Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell' Abitare del Ministero per le Infrastrutture finalizzato a ridurre il disagio abitativo aumentando il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, a rigenerare il tessuto socioeconomico dei centri urbani, a migliorare l’accessibilità, la funzionalità e la sicurezza di spazi e luoghi degradati, spesso localizzati nelle periferie, ammontano complessivamente a 2,82 miliardi di euro.

"La mia idea -ci dice Bellofiore- dà una lettura diversa della questione Ciambra, ossia un ghetto voluto dalle Istituzioni e non, come si vorrebbe far credere, un modo di vivere nel degrado tipico dei rom. La Ciambra è uno dei ghetti tipici dell'attuale politica urbana istituzionale che serve per escludere ed emarginare i cittadini più poveri e quelli indesiderabili come i rom. Difatti per questo è stato voluto e costruito il quartiere della Ciambra per espellere fuori da Gioia Tauro le famiglie rom abitanti nella baraccopoli di via Asmara.

Ricorda l'ex sindaco che: "Già nel 2011 con la delibera di consiglio nr. 43 basata sull'equa dislocazione dei rom di Via Ciambra e Via Asmara, la mia amministrazione aveva promosso una politica di equa dislocazione delle famiglie Rom, sostenendo il trasferimento da aree degradate a contesti urbani più integrati. Oggi il quartiere Ciambra è il simbolo del modo in cui il tessuto urbano può trascurare i diritti e la dignità dei suoi abitanti. In un'epoca in cui la segregazione in ghetti è palesemente anacronistica, il mio approccio mira ad una soluzione sostenibile, privilegiando l'inclusione e la coesione sociale. Si tratta di un percorso che considera l'abitare non come una mera scelta burocratica, ma come un diritto fondamentale, elemento chiave di una comunità sana e prospera. Eppure, mentre le ricerche sociologiche sottolineano l'efficacia di tali strategie di inclusione, la direzione presa dall’attuale amministrazione di Gioia Tauro e dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria desta le mie preoccupazioni e di tanti altri cittadini di Gioia Tauro.

SUPERAMENTO DEL GHETTO CIAMBRA

Ci spiega Bellofiore che: basare un'operazione di riqualificazione unicamente sulla ristrutturazione fisica del quartiere, senza affrontare la radice del problema che è la segregazione e la ghettizzazione, è un cane che si morde la coda. L'esperienza ci ha insegnato, e la ricerca scientifica degli ultimi trent'anni ha dimostrato con molteplici studi, che la principale causa del degrado sociale nei ghetti urbani non è il degrado urbano in sé, che può influenzare solo in maniera marginale, ma piuttosto la concentrazione di un alto numero di famiglie con un reddito basso in un'area ristretta. La concentrazione di famiglie in difficoltà economica in un'area limitata non solo perpetua le condizioni di isolamento e emarginazione, ma addirittura le intensifica. Ecco perché l’attuale progetto "Ciambra", pur avendo l'intento di migliorare le infrastrutture, non affronta il cuore del problema, cioè la necessità di integrare queste famiglie nella società più ampia, in modo che non si sentano isolate o emarginate. La mia opinione è che il progetto di ristrutturazione del ghetto della Ciambra, così come viene presentato, condannerà la zona a rimanere sempre più il ghetto di Gioia Tauro. Oggi, grazie al sostegno delle massime istituzioni dello Stato, credo che ci siano le condizioni ideali per inserire la questione Ciambra in un programma che enfatizzi l'inclusione, l'equa dislocazione e l'identificazione o realizzazione di nuovi alloggi comunali, puntando altresì ad offrire alle famiglie ivi residenti opportunità concrete in termini di istruzione, lavoro e partecipazione sociale. L'obiettivo dovrebbe essere quello di permettere a queste persone di prosperare come qualsiasi altro cittadino.


NASCITA DEL PARCO DEL PETRACE

"Infine nella mia idea di trasformazione e rinascita dell’attuale ghetto “Ciambra”, -ed ecco secondo Bellofiore il nuovo volto del quartiere- che oggi è sinonimo di abbandono, vi è in realtà l’idea di un gioiello naturalistico. Subito dopo un’equa ridistribuzione della famiglie nel contesto cittadino tutto ciò presente nell’area dovrebbe essere demolito e l’area trasformata in un luogo di rinascita ecologica e culturale della città con la nascita di un "PARCO DEL PETRACE".
Invero, il fiume Petrace -precisa Bellofiore- è un rifugio vitale per numerose specie di uccelli migratori. La sua storia e la sua biodiversità rendono questo territorio unico e prezioso. Creazione di un parco non da intendersi solo come un atto di tutela ambientale ma anche come atto di trasformazione di un’intera area che avrebbe ripercussioni positive sull'economia locale, incentivando forme di turismo sostenibile e offrendo nuove opportunità lavorative nel settore turistico e dei servizi correlati.

Con la giusta visione e determinazione, possiamo trasformare Gioia Tauro in un esempio brillante di come l'urbanistica e la solidarietà sociale possano andare di pari passo rendendo la nostra città più inclusiva e valorizzando allo stesso tempo il nostro patrimonio naturale e culturale."

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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-01-2024 alle 20:08 sul giornale del 15 gennaio 2024 - 94 letture

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