'Ndrangheta, confiscati beni per 40 milioni a tre imprenditori reggini

1' di lettura 22/11/2022 - Il provvedimento eseguito da guardia di finanza e carabinieri

Militari dei Comandi provinciali della guardia di finanza e dei carabinieri di Reggio Calabria, unitamente a personale dello SCICO, con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia reggina, hanno eseguito un provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria che dispone l’applicazione della confisca di beni, per un valore complessivo stimato in oltre 40 milioni di euro, riconducibili a tre imprenditori reggini. Si tratta di Michele Surace, 65 anni, e Andrea Francesco Giordano (71), condannati in primo grado per associazione mafiosa e trasferimento fraudolento di valori, e Giuseppe Surace (42), condannato sempre in primo grado a 2 anni e 2 mesi di reclusione per trasferimento fraudolento di valori senza l'aggravante mafiosa.

I sigilli sono stati applicati all'intero compendio aziendale di 10 imprese attive nei settori edile, immobiliare, del commercio al dettaglio di generi di monopolio e ludico, a 49 immobili, quote di partecipazione al capitale di ulteriori 10 società, 38 tra terreni e fabbricati, beni mobili, nonché disponibilità finanziarie. Un impero che, secondo le indagini, sarebbe stato consolidato da Surace e Giordano dalla fine degli anni '80 al 2017 grazie al sostegno di storiche cosche di 'ndrangheta come quella dei Tegano di Archi. Il provvedimento segue la confisca dei beni dello scorso agosto nei confronti di un altro imprenditore edile reggino, Carmelo Ficara, coinvolto nella stessa inchiesta e al quale sono stati applicati i sigilli a un patrimonio di oltre 160 milioni di euro.






Questo è un articolo pubblicato il 22-11-2022 alle 11:53 sul giornale del 23 novembre 2022 - 10 letture

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